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Bestiario Napoletano: la critica

"Occorrono lenti speciali per avvistare la magia arcana che ci abita intorno. Antonella Cilento le possiede, le inforca sopra un suo un suo sguardo mobile come una telecamera e con quelle percorre le vie di napoli, i vicoli, gli angiporti e i budelli (...) Della città più di altre brulicante di storie e favole, della Napoli a forma di romanzo, Cilento riesce a restituirci l'umanità tormentata o irridente, fatata e spiazzante, in una narrazione in presa diretta che azzera i piani temporali, mischia il seicento con l'ottocento e avvicina entrambi a noi, oggi. (...) Questo libro rinsalda felicemente il cerchio letterario di una scrittura coltissima, evocativa di passate suggestioni narrativo-pittoriche e insieme percorsa da sicuro talento innovatore."

Titti Marrone, Il Mattino
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"(...) è bene che tutti, e i napoletani per primi, si rendano conto della complessità e della stupefacente ricchezza sottesa da qualsiasi discorso sulla città che ambisca a oltrepassare la soglia superficiale. E Cilento questo fa: senza mai perdere di vista l'obiettivo delle sue scorribande nei vari quartieri di Napoli, cioè la necessità di raccontare sia quanto si vede sia quanto non si vede (e spesso non si riuscirebbe nemmeno a immaginare), disegna percorsi narrativi che si legano in una catena tendenzialmente infinita. Lei che ha letto tutto (meglio: quasi tutto, perché tutto è davvero impossibile) si è scritto su Napoli, e che tutto (quasi tutto) ha visitato di persona, è in grado di fare collegamenti, di creare prospettive insolite, di avere intuizioni che vanno oltre l'apparenza. Per il lettore curioso, anche quello che già coltivi di suo una passione erudita per Napoli, il godimento è assicurato."

Francesco Durante, Corriere del Mezzogiorno
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Bestiario Nappoletano è un meraviglioso saggio-racconto che contiene una vertiginosa quantità di storie, tutte incredibili e tutte vere: sono le mille storie che Antonella Cilento, una grande scrittrice napoletana innamorata dela sua città, ha scelto in oltre duemilasettecento anni di Storia per raccontare Napoli a chi non la conosce. Chiese e palazzi, artisti e gente di malavita, Santi e peccatori sono i protagonisti di quete pagine affascinanti.

Oliviero Marchesi, Dipiù

C'è una ragione se il viaggio mediterraneo e meridionale , e dunque anche napoletano, è il viaggio per eccellenza. La ricchezza, la varietà, la stratificazione di questi luoghi è garanzia di continue, appassionanti scoperte. (...) Antonella Cilento ha cercato di raccontare una Napoli considerata nei suoi luoghi più nascosti, nelle storie più stravaganti, mettendo insieme una collezione di figure e figuri a due e quattro zampe: un bestiario, appunto.. (...) E' come un fiume che rompe gli argini e mostra tutta la ricchezza di quel che è esistito sotto la luce meridiana di di questo sole: asini, balene, civette, coccodrilli, dinosauri, draghi, leoni, polpi, madonne, angeli, santi, il diavolo, i morti, i fantasmi, la zoccola, i sagliuti, il monaciello...

Azione Settimanale Migros Ticino
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Innamorata come sono delle letteratura napoletana, – il cui colpo di fulmine è stato con Anna Maria Ortese –, non poteva sfuggirmi questo libro edito da Laterza, Bestiario napoletano di Antonella Cilento, che un romanzo non è. A metà strada tra saggio, reportage e narrazione, questa lettura è così notevole che non posso che consigliarvela anche come guida e, soprattutto per il valore antropologico, storico e letterario.

Little Miss Book
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Come in un gioco di scatole cinesi, la scrittrice cattura l'attenzione del lettore, procedendo attraverso un percorso che non si ferma a pedisseque elencazioni di luoghi, voci e personaggi, ma raffronta appunto il passato con il futuro, li intreccia in un ordito fitto e fascinoso, per sciogliere, infine, con il suo modo di narrare i nodi delle storie, del passato e del presente, della vita a Napoli. Così a un momento legato alla storia passata della città, ispirato ad un monumento, ad una piazza o ad una strada, si passa alla cronaca odierna, e nell'ordito si incastrano e trovano posto interviste a personaggi della Napoli di oggi, di svariata estrazione e tipologia.

Delia Morea, Il mondo di Suk
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La struttura rapsodica del testo, che riunisce sotto titoletti accattivanti, fra dialetto e lingua colta, narrazioni di varia ispirazione, dall'antichità greco-romana all'attualità più stringente, permette al lettore di scegliersi il tema leggendario più suggestivo, per misteriosità o divertimento, e di rileggerselo come antonomasia della napoletanità. (...) tutte queste manifestazioni sono descritte da Antonella secondo questo ritmo binario che sembra contraddistinguere la natura autentica di Napoli, in quel convivere degli opposti, in quella concordia discors che fa dell'universo partenopeo un mondo a parte. La sua scrittura si serve infatti di due strumenti descrittivi (anch'essi di stampo crociano) che identifichiamo con ritrarre e anatomizzare.

Carla Perugini, Il quotidiano del Sud

 

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