antonella cilento

La madonna dei mandarini: la critica

L'autrice ha la qualità rara di unire una scrittura fisica e aspra caratterizzata da parole che si fanno subito corpo, con un'allegria a tratti sconsiderata nella sua lucentezza: una solarità che genera movimento e presunzione di felicità, sentimento ben diverso e più ardito della sola speranza. (...) Antonella Cilento tiene la barra di una lingua a tratti frenetica, ma mai compulsiva, anzi trattiene e rilascia con cauta precisione il divenire degli eventi spostando di volta in volta l'obiettivo attraverso una sorta di lungo piano sequenza linguistico.

Giacomo Giossi, Il Manifesto
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"Quello che mi preme sottolineare (...) è che Cilento (...) sa risolvere la sua storia confezionandole un freschissimo abito teatrale: i personaggi molto ben rilevati, i dialoghi brillanti, il dialetto in una robusta funzione espressionistica cistituiscono ormai una distintiva costante nel lavoro della scrittrice napoletana (...) La madonna dei mandarini è un racconto spesso toccante di vecchie e nuove povertà, e di incolmabili dislivelli sociali, e di storiche ingiustizie. Ma è anche un testo di esplosiva vivacità e, spesso, di trascinante comicità.

Francesco Durante, Il Mattino
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"La Madonna dei mandarini è un libro divertente e al contempo drammatico che con ironia, sarcasmo e pennellate di colore, narra un circo di personaggi che gravitano attorno a un centro per ragazze madri e ragazzi disabili a Napoli. (...) Colpi di scena e prepotenze si alternano a risate amare, al profumo di sfogliatelle e di bucce di mandarini sul fuoco: i libri di Antonella Cilento confortano, proprio come la Madonna dei mandarini consola chi espia la propria colpa."

Anna Toscano, Il Sole 24 Ore
[L'articolo sul sito del Sole24ore]

Sotto il segno di una musa ulcerosa e sarcastica, malinconica e irriverente, La madonna dei mandarini, il nuovo romanzo di Antonella Cilento, ritrae in maniera amara e beffarda le meschine esistenze di quanti nascondono sistematicamente le proprie vergogne proteggendosi col secolare sudario della vanità. (...) è un romanzo di grande attualità per la capacità con cui Antonella Cilento riesce a fissare, in caratteri e situazioni al limite del paradossale, la mediocrità dominante della società in cui viviamo.

Claudio Finelli, Le monde diplomatique
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"Sonata in tre movimenti e un epilogo. Primo movimento: ci si innamora soprattutto perché ci si deve punire. Secondo movimento: il paradiso è qui su questa terra, basta saperlo cogliere. Terzo movimento: potete aver studiato finché volete ma questo figlio sbagliato l'avete fatto voi. E l'epilogo è una coda. Del diavolo".

Gian Luca Favetto

L’ultimo romanzo di Antonella Cilento è un libro che fa sorridere e anche riflettere, parla di persone che per un motivo od un altro sono disagiate, disilluse, sconfortate, ma che non smettono mai di ironizzare sulla propria condizione.

Il giro del mondo attraverso i libri
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La bellezza di questa storia trae origine dalla bravura con cui sono miscelati molti elementi. Parliamo di disagio sociale, di povertà, di ragazze abituate a subire da piccole e di conseguenza a reagire. Parliamo di bontà che può vincere (almeno qualche volta) sull'avidità, di umanità. Parliamo di potere e di controllo sulle persone, di ignoranza, di stupidità, di sofferenza e di arroganza. Parliamo di commedia e tragedia, il grande elemento.

Gianni Montieri, Poetarum silva
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