antonella cilento

La paura della lince: la critica

...ritmo e freschezza, intensità drammaturgica e brillantezza.  (...)  Ecco, se proprio da qualche parte sbuca l’estro de «La paura della lince» è proprio (...) per la capacità di mescolare thriller, dramma e commedia, ma anche e soprattutto per  l’abilità con cui si dimostra che niente è come appare, che l'esistenza è un interminabile gioco di apparenze e di inganni in cui le esplosioni dell’imprevedibile servono soltanto a mettere in discussione le certezze troppo presto acquisite, a rimescolarle per costruire nuove illusioni.

Generoso Picone, Il Mattino

Personaggi, luoghi e intrecci che si susseguono di pagina in pagina sono caratterizzati da una potenza visiva tale da convertire le parole in sequenze filmiche ricche di suspense.

Alessandro Vaccaro, La Repubblica

Ne La paura della lince , i morti, in una Napoli tra morta e viva, dimostrano - con inattesi colpi di coda di drago - di saper tornare, prima o poi, sorprendentemente vivi.

Laura Pugno, Il Manifesto

Antonella Cilento costruisce il romanzo come un perfetto meccanismo ad incastro, intrappolando il lettore nella necessità di proseguire il suo viaggio interpretativo, per dare il giusto senso alle efficaci dissonanze che la scrittrice, con studiata misura, piazza lungo le pagine.

Giuseppe Roncioni, Pulp

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